L’elettronica è donna. Viaggio nel mondo della musica techno al femminile

IO DONNA

19 Luglio, 2023

Un mondo di uomini… almeno fino a qualche anno fa. Sperimentando nuovi generi, da sempre il mondo della musica elettronica ha visto emergere donne che anno dopo anno non smettono di innovare: come dimostrano alcune fra le “girls” che nei più celebri festival, e sui social media, conquistano migliaia (e milioni) di fan con il loro sound inconfondibile

La musica elettronica? Emersa all’inizio del ventesimo secolo, è diventata uno dei generi più popolari al mondo… e la sua storia è insospettabilmente femminile. Fra i suoi pionieri spiccano infatti alcune fra le donne più avanguardiste del secolo scorso.

Agli albori della musica elettronica: le donne dimenticate
Come prevedibile, molte progenitrici della musica elettronica sono state (spesso) dimenticate: da secoli, anche nella musica, tanti sono stati gli uomini in primo piano per la loro innovazione. Addirittura nel 1938 però, la prima colonna sonora elettronica al femminile, Music of the Spheres, fu scritta da Johanna Magdalena Beyer.

Da allora, molte donne hanno dominato la scena elettronica: che dire di Clara Rockmore, parte attiva nello sviluppo del Theremin (strumento dal suono inquietante spesso utilizzato per la colonna sonora di film horror?). Violinista e bambina prodigio, più giovane studentessa mai accettata nell’Accademia Imperiale di San Pietroburgo, divenne suonatrice di Theremin di fama mondiale (per la cronaca, l’unico strumento a essere suonato senza contatto fisico inventato da un ingegnere e fisico russo, nonché amico intimo di Clara, Léon Theremin).

Le protagoniste della scena house, techno e trance
Oggi, le donne dominano la scena elettronica, house, techno e trance con il loro tocco inconfondibile. Certo, ce n’è di strada da fare, si direbbe guardando le statistiche: a Ibiza, i dati riportati dall’IMS (International Music Summit) hanno dimostrato una crescita del 34% nel 2022 per 11,3 miliardi di dollari (un aumento del 16% rispetto al periodo pre-Covid). E in questo campo, le donne Dj oggi rappresentano solo il 15% rispetto l’85% dei maschi. «Come tutti i mondi che non sono ancora industrie, ma che lo stanno diventando, anche l’universo musicale cambia velocemente» sottolinea Maurizio Vitale, imprenditore e fondatore del Kappa FuturFestival: una tre giorni appassionante di elettronica giunta la scorsa settimana al suo decimo anniversario nella location post-industriale del Parco Dora di Torino.

I suoi numeri fanno ben intendere la rimonta di questo universo: oltre 100 artisti per 36 ore di musica fra 5 palchi e 90.000 persone provenienti da 118 nazioni nel mondo. Attrezzatura al top con Pioneer DJ fra più di 100 prodotti tra multiplayer, mixer, giradischi e le remix station «L’elettronica primeggia nella scena musicale ed è anche il settore più partecipato, persino in versione pop; come in ogni campo dominato dai maschi, al pari della politica o della finanza, sarà solo questione di tempo prima di veder pareggiare la parte femminile. Un’industria, quella culturale, dove le donne sono sempre più capaci: noi, nel nostro lavoro con questo festival, ci impegniamo in un ruolo importante come il recupero di parti della città splendide. Siamo stati fra i primi in Italia a farlo. Sfruttando e migliorando luoghi affascinanti come il Parco Dora e stimolando l’impresa culturale, questo settore potrebbe raggiungere il suo potenziale, pari a quasi il 30% del Pil italiano».

Dj Peggy Gou
Certo, al palco delle più celebri Dj la ressa non si è fatta attendere: la veteranissima Peggy Gou (forte del suo recente show di giugno, a Ferrara, con line-up tutta al femminile) ha sbaragliato ogni concorrente. «Del resto le donne amano esprimersi con qualsiasi mezzo: la musica è solo una delle tante arti. Con la techno ho dimostrato di poter unire anche altri generi musicali, cosa che faccio in tutti i miei show.

Non è un caso che il mio mondo si chiami proprio “ARTCORE”: poco hard-core e molto artistico!» sottolinea con sorriso solare la Dj-star Indira Paganotto. Un milione di follower sul suo Instagram @indirapaganotto per questa eccellenza nata a Madrid, ora trasferita alle Canarie, ma di sangue italiano: i suoi occhi brillano davanti a mamma, zia e sorella. «Questo Kappa FuturFestival è stato straordinario: non solo per l’atmosfera e i video, sempre emozionanti… Pensa, è la prima volta in 13 anni di carriera che la mia famiglia mi vede suonare!». Anche lo stile, naturalmente, è un altro forte cliché. «Mia madre è professoressa, mia zia avvocato e mia sorella studia per diventare psicologa. Sono felicissime che io abbia intrapreso questa carriera: sì, sono una Dj e produttrice, ho tanti tatuaggi, viaggio in un mondo di ispirazioni alternative.

Mio padre era Dj a Goa, fin da piccola ho scoperto la Goa trance! Sono sempre rimasta un po’ una “nerd”: non l’ho mai vissuto da clubber, andavo ai festival di Psytrance per capire il ritmo, il suono, la loro elaborazione. Tanti miei amici ora attivi in questo settore hanno un occhio quasi specialistico». Ovvio, nel magico mondo della techno si esprimono anche tanti eccessi: ma Indira vive felice nella natura delle sue Canarie, con il suo piccolo cavallo e la sua musica sperimentale. Un’altra esperienza al top? «Il Boom Festival in Portogallo: una settimana di musica trance, dove è vietato l’alcol, in poco tempi entri in una dimensione quasi parallela. Ci sono dieci stage e anche bambini. Un raduno globale davvero psichedelico di musica, arte, cultura e sostenibilità».